Il sospiro …tra Bisceglie e Altamura

Uno dei dolci tipici più famosi della provincia di Bari e soprattutto conteso per “l’invenzione” tra Altamura e Bisceglie è il “sospiro”. Una leggenda, non suffragata da documenti e verità storiche riferisce che la ricetta si tramandi dal lontano XV secolo; le Clarisse producevano e sfornavano i cosiddetti “sospiretti delle monache”, realizzati con pan di spagna farcito con crema e il tutto ricoperto da una glassa di colore rosa. Si racconta che questi dolci furono preparati dalle Clarisse per le nozze tra Lucrezia Borgia e il conte di Conversano, ma la sposa non arrivò mai; nel frattempo gli ospiti sospiravano appunto per l’attesa e quindi questi dolci furono mangiati. Un’ altra leggenda racconta che un giovane innamorato inventò i sospiri riproducendo i seni della sua amata.
Altamura non ha, che mi risulti, alcuna storia o leggenda ma il sospiro è uno dei dolci tipici della città e ritengo altrettanto buono come quello di Bisceglie, condividiamoci, indipendentemente da chi lo ha inventato questo dolce che ogni volta che lo si degusta ci fa “sospirare” per la sua bontà.

La forma viene ricondotta, comunque, al rotondo seno femminile, origine dei sospiri maschili.

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Crediamo nelle tradizioni




Crediamo fortemente che il futuro della buona tavola sia il recupero delle tradizioni contadine e artigianali della Puglia di una volta. Per questo ci impegniamo a seguire tutti quei micro produttori  che producono, coltivano e trasformano prodotti sani e di qualità. Seguiamo tutti coloro che rispettano i ritmi delle stagionalità e rispettano la natura senza forzature. 

Dal profumato e gustoso latte di pecora una tipicità murgiana

I Vini della Puglia e il cibo



La solarità e l’aura mediterranea che distingue i principali vini pugliesi sono le chiavi per guidarci all’interno del matrimonio tra cibo e vino. Tale indicazione tiene conto di quelle bottiglie che aderiscono a una fisionomia che la storia, la terra e la qualità dei vitigni hanno assegnato alla Puglia. Per questo facciamo fatica a trovare spazi gastronomici ai Superpuglians  così ricchi e concentrati da rappresentare un elemento esterno al contesto della tavola.  I migliori vini meridionali hanno un profilo sinuoso, flemmatico, diabolico disse una volta un amico: solo in apparenza mancano di concentrazione, la loro specialità è porgersi in modo graduale; non sono voluminosi, non possiedono un impatto forte ma attivano una sedimentazione emozionale che si fa memoria concreta, lasciano spazi aperti nei quali entra la nostra fantasia gastronomica. (tratto dall’articolo scritto da Sandro Sangiorgi su Porthos 16).

Sulla base di questa premessa desidero solleticare la fantasia e le esperienze personali di tutti gli amici collegati per comunicare ed esprimere le proprie esperienze di connubio tra vino e cibo pugliese.